Credite Agricole

Investire in modo responsabile. Più che una moda una scelta per un futuro migliore.

Nel giro di un secolo, l’umanità è progredita a passi da gigante. Eppure, con il progresso, specialmente nell’ultimo mezzo secolo, sono emerse criticità non di poco conto e che non è più possibile ignorare. È indispensabile un radicale mutamento nell’approccio alla gestione delle risorse del nostro pianeta e agli equilibri sociali per un sereno passaggio di testimone alle prossime generazioni.

 

L’Organizzazione delle Nazioni Unite, è stata la principale promotrice dello sviluppo sostenibile attraverso la definizione di 17 obiettivi contenuti nel documento Agenda 2030. Si tratta di un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, sottoscritto da 193 paesi membri dell’ONU, e declinato su questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citane solo alcuni.

 

Tutti noi possiamo contribuire al miglioramento delle condizioni del pianeta e degli squilibri sociali, ma un ruolo di rilievo possono – e devono – giocarlo anche le aziende e i loro investitori. Negli ultimi anni è progressivamente aumentato l’interesse dei risparmiatori per l’investimento responsabile inteso come quell’investimento che, oltre agli obiettivi tipici della gestione finanziaria, ossia l’ottimizzazione del rapporto tra rischio e rendimento in un dato orizzonte temporale, affianca considerazioni di natura ambientale, sociale o di governance.

 

La sigla ESG, che sta per Environment (ambiente), Social (sociale) e Governance (gestione dell’azienda), indica i tre criteri che le case d’investimento adottano nella selezione dei titoli allo scopo di costruire un portafoglio sostenibile e responsabile. Questo tipo di analisi si affianca a quella più tradizionale, che va ad analizzare ricavi, costi e, in ultimo, la capacità dell’azienda di fare utili.

 

Attraverso l’applicazione dei filtri ESG, gli asset manager escludono dall’universo investibile i titoli di aziende che non rispondono ai tre criteri citati:

 

  • Filtro ambientale (E): analizzare un’azienda attraverso la lente del criterio “Environment” significa concentrarsi in larga misura sull’impatto delle attività di quella azienda sull’ambiente, a livello globale e locale. Le considerazioni includono, tra le varie, l’emissione dei gas serra, l’utilizzo delle risorse del territorio, la politica di gestione dei rifiuti, l’impegno di un’azienda nel segnalare e divulgare le proprie pratiche ambientali.

 

  • Filtro Sociale (S): analizzare un’azienda attraverso il criterio «S» («Social») significa concentrarsi sulla capacità dell’azienda di adottare pratiche societarie basate sulla trasparenza, sull’eticità, sul rispetto dei propri collaboratori e della società civile. La valutazione è connessa a tematiche quali ad esempio la reputazione, le politiche di genere, gli standard lavorativi e i rapporti con la comunità civile.

 

  • Governance (G): analizzare un’azienda attraverso il criterio «G» (Governance) significa concentrarsi sulle pratiche di governo societarie, vale a dire le politiche di retribuzione dei manager, la composizione del consiglio di amministrazione, le procedure di controllo, i comportamenti dell’azienda in termini di rispetto delle leggi e della deontologia. La valutazione è connessa a tematiche quali ad esempio l’indipendenza del CdA, la lotta alla corruzione, i diritti degli azionisti, la gestione del rischio e le politiche fiscali adottate.

 

Gli investimenti responsabili rappresentano un pilastro portante di Amundi, che vanta un’esperienza trentennale in questo ambito. Con circa 280 miliardi di euro di masse in gestione*, Amundi è il 1° player a livello globale per gli investimenti responsabili e offre una ampia gamma di soluzioni di investimento, da quelle tradizionali a quelle innovative, in tutte le classi di attivo.

 

A conforto del forte impegno sui temi della sostenibilità nell’ottobre scorso Amundi ha presentato un piano triennale che prevede l’applicazione dei principi ESG alla totalità dei fondi e all’attività di voto nelle assemblee degli azionisti.

 

Essere un partner di fiducia significa essere un partner responsabile.

(*) dati al 30 settembre 2018

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